Artisti per Nuvolari

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Il percorso espositivo della Casa Museo Sartori, inizia dedicando una mostra-omaggio ad uno dei personaggi che meglio rappresenta la comunità di Castel d’Ario e dell'Italia intera, Tazio Nuvolari; l'appuntamento coincide con il 60° anniversario della scomparsa del grande pilota.

Tazio Nuvolari. Già all’inizio lo abbiamo sentito come un personaggio ideale, capace di ispirare molti artisti perché non anonimo, perché eroe positivo, perché simbolo di un'Italia in crescita..., personaggio molto conosciuto, famoso, celebrato e spesso ricordato, da analizzare con attenzione, celebrato sì ma non con l'enfasi che forse meriterebbe...

Tazio Nuvolari, il più grande pilota di vetture della prima metà del secolo scorso, è da sempre entrato nell'immaginario popolare, per quelle doti di coraggio, audacia e spregiudicatezza che tutti gli hanno riconosciuto e spesso 'invidiato'. Negli anni Trenta, la popolarità di Tazio era straripante, conteso dai grandi dell'epoca: nel 1932, undici giorni dopo il trionfo di Montecarlo, il Vate della letteratura italiana Gabriele D'Annunzio lo riceveva al Vittoriale e lo omaggiava di una piccola tartaruga d'oro, gioiello che Tazio avrebbe poi assunto come proprio simbolo e amuleto. La tartaruga sarebbe stata da lui usata anche nella carta da lettera, dipinta sulla fiancata del suo aereo privato, appuntata sulle sue maglie di colore giallo. Qualche anno dopo, Secondo Casadei, fondatore dell'omonima orchestra, gli dedicava la canzone Nuvolari. Enzo Ferrari, più tardi, di lui diceva "..ha un coraggio quasi disumano". A Tazio, il pilota che sfidava anche gli aeroplani..., sarà dedicata l'importante gara automobilistica "Premio Tazio Nuvolari", e così, la mitica "Mille Miglia" da lui vinta, trova ai giorni nostri, in Castel d'Ario una delle mete scelte spesso, per il percorso. Nella nostra contemporaneità, anche il cantante Lucio Dalla ha voluto dedicare al nostro audace una canzone, divenuta poi famosa.

Dicevamo dell'idea di Arianna Sartori di rendere omaggio a Tazio Nuvolari, idea che richiedeva coraggio, e con coraggio lei si è tuffata nell'impresa: ha preso contatti, ha invitato, organizzato e curato la mostra attuale. Agli artisti ha affidato un nuovo mito da studiare, approfondire, sviluppare ed analizzare, che li avrebbe portati alla produzione delle opere che sono qui esposte. In effetti, gli artisti, di generazioni diverse, provenienti dalle svariate regioni italiane, hanno aderito con entusiasmo, perché coinvolti e stuzzicati, provocati da 'tanto' personaggio che bene si prestava alle diverse interpretazioni delle singole personalità. Alcuni artisti avevano vissuto in gioventù il mito di Nuvolari, altri oggi, lo rivivono nel ricordo...; ne è nata una raccolta di opere intrigante e curiosa, che solo nel soggetto trova davvero un senso logico, ma più affascinante ancora è rilevare quale sia l'aspetto del personaggio che abbia colpito la fantasia e la creatività dei nostri artisti.

Equilibrare le diverse espressioni artistiche, coinvolgere le molte e diverse personalità, non è stato facile, certamente i pittori invitati, come dicevo sono tutti artisti consacrati, tra i quali alcuni sono anche titolari di cattedre in accademie d'arte italiane, in più anche altri artisti che, pur essendo giovani, già si sono posti all'attenzione della migliore critica, hanno prodotto lavori estremamente interessanti e validissimi sia dal punto di vista artistico che culturale...
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